Perforazione e volate in galleria: guida JSA alla valutazione dei rischi e alla sicurezza

Sicurezza dei lavori in galleria. Contenuto di riferimento redatto e revisionato con IA. Non è un documento verificato o approvato da un professionista. Prima di applicarlo occorrono la revisione di uno specialista e le autorizzazioni del cantiere.

Contenuto di riferimento redatto e revisionato con IA. Non è un documento verificato o approvato da un professionista. Prima di applicarlo occorrono la revisione di uno specialista e le autorizzazioni del cantiere.

1. Quadro normativo e tecnico

Riesame redazionale: 2026-10-12. È stata consultata la pubblicazione ufficiale originaria del D.P.R. 320/1956; ciò non prova la vigenza integrale del testo né sostituisce il coordinamento con le modifiche successive. I riferimenti precedenti e le relative date sono mantenuti come cronologia documentale. Confermare testi vigenti, prescrizioni territoriali, manuali e condizioni del cantiere prima dell’uso.

 A. D.Lgs. 81/2008 — quadro generale
 Il D.Lgs. 81/2008 costituisce il riferimento generale per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Devono essere individuate le disposizioni applicabili all’organizzazione e alle attività effettive del cantiere.

  • Valutazione dei rischi e organizzazione della prevenzione.
  • Attrezzature, formazione e addestramento.
  • Coordinamento nei cantieri temporanei o mobili.
  • Protezione dai rischi fisici e dalle esposizioni professionali.
  • Gestione delle emergenze e delle interferenze.

 Il Titolo IV, Capo II, non deve essere presentato come una sezione denominata genericamente “Lavori in sotterraneo — Esplosivi”. I richiami devono corrispondere al contenuto delle disposizioni effettivamente pertinenti.

 Fonte: D.Lgs. 81/2008 — pubblicazione ufficiale.

 B. D.P.R. 320/1956 — lavori in sotterraneo
 Il D.P.R. 320/1956 riguarda la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro in sotterraneo. È un riferimento da considerare per le opere civili sotterranee, coordinandone le disposizioni applicabili con la normativa successiva.

  • Scavi e sostegni.
  • Trasporti e circolazione in galleria.
  • Ventilazione e qualità dell’aria.
  • Impiego degli esplosivi.
  • Protezione dalle polveri e illuminazione.

 Fonte: D.P.R. 320/1956 — pubblicazione ufficiale.

 C. D.P.R. 128/1959 — miniere e cave
 Il D.P.R. 128/1959 disciplina la polizia delle miniere e delle cave. La sua applicazione non deve essere estesa automaticamente a qualsiasi galleria civile.

  • Identificare la natura dell’attività e dell’opera.
  • Verificare l’eventuale assoggettamento alla disciplina estrattiva.
  • Individuare l’autorità competente e le prescrizioni pertinenti.
  • Non trasferire automaticamente articoli, distanze o procedure tra contesti differenti.

 Fonte: D.P.R. 128/1959 — pubblicazione ufficiale.

 D. Esplosivi e requisiti del personale
 Il quadro da verificare comprende il T.U.L.P.S., il relativo regolamento di esecuzione, il D.P.R. 302/1956 e le disposizioni pertinenti alle autorizzazioni e ai prodotti impiegati.

  • Qualifica professionale, licenza e incarico aziendale sono elementi distinti.
  • La licenza di fochino non va descritta semplicemente come un “patentino prefettizio”.
  • Il procedimento prevede verifiche di idoneità e requisiti di pubblica sicurezza; la pratica deve essere verificata presso l’amministrazione competente.
  • Il titolo personale non sostituisce le autorizzazioni eventualmente necessarie per deposito, trasporto o impiego.

 Fonti: D.P.R. 302/1956 e procedimento per la licenza di fochino — Comune di Trento.

 E. Distinzione tra JSA e documenti obbligatori

Documento Funzione Distinzione essenziale
JSAAnalisi dei pericoli per fase lavorativa.Supporta la prevenzione, senza sostituire automaticamente documenti previsti dalla legge.
DVRValutazione dei rischi nell’ambito degli obblighi del datore di lavoro.Una singola scheda operativa non ne esaurisce i contenuti.
POSOrganizzazione della sicurezza dell’impresa esecutrice nel cantiere.Deve riferirsi alle attività e alle condizioni effettive.
PSC, quando previstoCoordinamento della sicurezza del cantiere.Non sostituisce la gestione operativa delle imprese o la progettazione specialistica.
Documentazione specialisticaDefinizione tecnica e autorizzativa delle operazioni con esplosivi.Richiede competenze, verifiche e responsabilità specifiche.
Permesso di lavoro aziendaleFormalizzazione delle condizioni per una determinata attività.Non sostituisce licenze, piani, verifiche o obblighi normativi.

 F. Criteri da non trasformare in regole universali

  • Una distanza generica da un foro residuo non dimostra l’assenza di rischio esplosivo.
  • Il lavaggio ad alta pressione non è una misura universale per rendere sicuro un fronte sospetto.
  • La PLE non è obbligatoriamente l’unica attrezzatura utilizzabile per ogni rilievo.
  • La presenza di un assistente alla manovra non sostituisce la separazione dalle zone di schiacciamento.
  • Lo spegnimento indiscriminato delle comunicazioni non sostituisce una valutazione delle interferenze.
  • Un tempo prestabilito di ventilazione non dimostra, da solo, la sicurezza del rientro.

2. Ambito e dati preliminari

 A. Sei fasi considerate
 La guida mantiene le sei fasi del ciclo originario, distinguendo i controlli generali dalle attività riservate agli specialisti.

  1. Rilievo del fronte e tracciamento.
  2. Traslazione e posizionamento del jumbo.
  3. Perforazione del fronte.
  4. Trasporto, caricamento e intasamento: controllo delle interfacce con le attività specialistiche.
  5. Collegamento e brillamento: sgombero, interdizione e coordinamento.
  6. Ventilazione, verifiche successive e autorizzazione del rientro.

 B. Informazioni sul sito

  • Identificazione del cantiere e del tratto interessato.
  • Geometria della galleria, accessi e collegamenti.
  • Condizioni geologiche e geotecniche.
  • Presenza di acqua, gas naturali e altre fonti di contaminazione.
  • Stato dei sostegni e delle opere provvisionali.
  • Interferenze con altri fronti, impianti e lavorazioni.

 C. Documenti da acquisire

  Progetto e organizzazione
   • Progetto di scavo e sostegno.
   • POS e PSC, quando previsto.
   • Piano di circolazione e controllo degli accessi.
   • Procedure di consegna del fronte e cambio turno.

  Attività specialistiche
   • Documentazione tecnica approvata per l’impiego degli esplosivi.
   • Autorizzazioni, qualifiche e incarichi.
   • Procedure per anomalie e materiali sospetti.
   • Registrazioni del ciclo precedente.

  Impianti e protezione dei lavoratori
   • Piano di ventilazione e monitoraggio atmosferico.
   • Manuali e controlli delle attrezzature.
   • Valutazione delle esposizioni professionali.
   • Piano di emergenza, evacuazione e soccorso.

 D. Condizioni che impongono una rivalutazione

  • Anomalia della volata precedente.
  • Rinvenimento di materiali sospetti.
  • Cambiamento della geologia o della stabilità.
  • Afflusso inatteso di acqua o gas.
  • Modifica di ventilazione, accessi o vie di fuga.
  • Guasto a un sistema necessario alla sicurezza.
  • Cambiamento di attrezzature, imprese o organizzazione.
  • Incidente o quasi incidente.

Controlli dettagliati conservati dal raggruppamento precedente

1. Rilievo del frontee tracciamento

Pericoli ed effetti

  • Caduta di blocchi da fronte e calotta
  • Accesso a una zona non rilasciata
  • Investimento da mezzi mobili
  • Interferenza con materiali esplosivi residui

Cause di cedimento

  • Consegne soltanto verbali
  • Anomalie pregresse non comunicate
  • Rilievo sotto roccia instabile
  • Compresenza non coordinata di mezzi e persone

Misure di controllo

  • Acquisire il rilascio dell’area per l’attività prevista
  • Verificare stabilità e protezioni secondo il progetto
  • Separare le lavorazioni interferenti
  • Scegliere accessi e attrezzature adeguati al rilievo

Verifica in cantiere

  • Il fronte è identificato e rilasciato?
  • Le anomalie precedenti sono state gestite?
  • Le condizioni geotecniche consentono l’accesso?
  • Il traffico interferente è escluso?

2. Traslazione eposizionamento del jumbo

Pericoli ed effetti

  • Investimento e schiacciamento
  • Instabilità sul piano di appoggio
  • Urti contro sostegni, cavi e condotte
  • Guasti idraulici o perdita di controllo

Cause di cedimento

  • Persone nei punti ciechi
  • Segnali non concordati
  • Percorso non verificato
  • Stabilizzazione improvvisata

Misure di controllo

  • Applicare il piano di circolazione
  • Escludere le persone dalle zone di manovra
  • Prevedere assistenza quando richiesta dalla valutazione
  • Verificare macchina e appoggi secondo il manuale

Verifica in cantiere

  • Percorso e ingombri sono compatibili?
  • Le zone cieche sono gestite?
  • Comunicazioni e dispositivi funzionano?
  • Gli appoggi sono adeguati?

3. Perforazionedel fronte con jumbo

Pericoli ed effetti

  • Interazione con esplosivi residui
  • Esposizione a polveri contenenti silice respirabile
  • Rumore e vibrazioni
  • Contatto con bracci e organi mobili

Cause di cedimento

  • Avvio senza rilascio del fronte
  • Interpretazione di una distanza generica come garanzia
  • Sistemi di contenimento delle polveri inefficienti
  • Persone nell’area di movimento dei bracci

Misure di controllo

  • Subordinare l’avvio alla gestione delle anomalie pregresse
  • Sospendere il lavoro in presenza di materiale sospetto
  • Applicare i controlli di polveri e rumore previsti
  • Interdire le zone degli organi in movimento

Verifica in cantiere

  • È disponibile il rilascio alla perforazione?
  • Restano anomalie irrisolte?
  • I controlli delle esposizioni funzionano?
  • Gli operatori restano fuori dalle zone pericolose?

4. Trasporto, caricamentoe intasamento — attività specialistiche

Pericoli ed effetti

  • Innesco accidentale
  • Accesso di personale non autorizzato
  • Interferenze meccaniche, elettriche o elettromagnetiche
  • Perdita di controllo dei materiali

Cause di cedimento

  • Requisiti del personale non verificati
  • Lavorazioni incompatibili contemporanee
  • Apparecchiature non valutate
  • Comunicazioni di emergenza non pianificate

Misure di controllo

  • Riservare le attività al personale autorizzato
  • Applicare la documentazione specialistica
  • Controllare accessi e interferenze
  • Prevedere comunicazioni compatibili con il piano

Verifica in cantiere

  • Autorizzazioni e incarichi sono verificati?
  • Le lavorazioni incompatibili sono sospese?
  • Gli accessi sono controllati?
  • Le comunicazioni di emergenza sono disponibili?

5. Collegamento e brillamento —sgombero e controllo degli accessi

Pericoli ed effetti

  • Presenza di persone nell’area pericolosa
  • Proiezioni e sovrapressione
  • Propagazione dei fumi verso aree occupate
  • Anomalie della volata e rientro prematuro

Cause di cedimento

  • Conteggio incompleto delle presenze
  • Accessi laterali non presidiati
  • Segnali non compresi
  • Riapertura dell’area senza autorizzazione

Misure di controllo

  • Lasciare le operazioni tecniche al personale autorizzato
  • Applicare il piano di sgombero e interdizione
  • Riconciliare le presenze di tutte le imprese
  • Mantenere chiusi gli accessi fino al rilascio previsto

Verifica in cantiere

  • Tutte le persone sono localizzate?
  • Sono controllati i collegamenti secondari?
  • I presidi sono in posizione sicura?
  • È identificato chi autorizza la fase successiva?

6. Ventilazione, verifichee autorizzazione del rientro

Pericoli ed effetti

  • Esposizione a CO e ossidi di azoto
  • Carenza di ossigeno
  • Instabilità del fronte o anomalie irrisolte
  • Ripresa delle attività sulla base di misure incomplete

Cause di cedimento

  • Rientro deciso soltanto in base al tempo
  • Rilevatore privo dei sensori necessari
  • Campionamento non rappresentativo
  • Confusione tra verifica atmosferica e rilascio operativo

Misure di controllo

  • Verificare l’efficacia della ventilazione prevista
  • Applicare il monitoraggio senza esporre gli addetti
  • Acquisire gli esiti specialistici e geotecnici necessari
  • Documentare ambito e limiti della ripresa

Verifica in cantiere

  • Impianto e condotte sono efficienti?
  • Strumento e sensori sono adeguati?
  • Le misure soddisfano i criteri approvati?
  • Il rilascio indica quali attività sono consentite?

3. JSA in otto fasi

PDF A: controlli di base; B: cedimenti tecnici; C: conduzione e consegna. Il testo ha otto fasi con quattro punti nelle celle principali; ciascun PDF sei fasi, nove colonne e tre punti. P/S/R/A, misure e firme restano vuoti per la valutazione reale.

P/S/R/A: Compilare dopo valutazione reale con il metodo del cantiere.

FasePericoli ed effettiCause di cedimentoMisure di controlloVerifica in cantierePSRA
1. Piano e consegne1. Esplosivi residui2. Terreno ignoto3. Venuta d’acqua4. Accesso imprevisto1. Verbale mancante2. Piano superato3. Ruolo non assegnato4. Anomalia aperta1. Riesaminare il ciclo precedente2. Definire il campo normativo3. Assegnare personale competente4. Mantenere le esclusioni1. Fronte e ciclo2. Revisione del piano3. Incarichi4. Restrizioni aperte
2. Fronte e terreno1. Caduta di roccia2. Residui nascosti3. Atmosfera pericolosa4. Esposizione del topografo1. Fango sul fronte2. Sostegno danneggiato3. Approccio insicuro4. Traiettoria incerta1. Osservare da posizione sicura2. Verificare il sostegno3. Segnalare le zone sospette4. Limitare l’accesso al fronte1. Esame del terreno2. Registro dei residui3. Percorso protetto4. Decisione tecnica
3. Posare il jumbo1. Schiacciamento2. Instabilità del mezzo3. Iniezione idraulica4. Urto con impianti1. Punto cieco2. Piano debole3. Freni difettosi4. Tubi danneggiati1. Separare i pedoni2. Verificare la portanza3. Rispettare il manuale4. Isolare prima di riparare1. Percorso e rifugi2. Verifica del mezzo3. Condizioni di appoggio4. Difetti risolti
4. Controllo perforazione1. Silice respirabile2. Danno uditivo3. Organi in movimento4. Esplosivi imprevisti1. Polveri non captate2. Lavori incompatibili3. Ritorni anomali4. Servizi nascosti1. Usare l’area rilasciata2. Mantenere i controlli polveri3. Fermarsi per anomalie4. Separare le attività1. Confini di lavoro2. Controllo delle polveri3. Valutazione esposizioni4. Decisioni sulle anomalie
5. Interfaccia specialisti1. Innesco intempestivo2. Incendio3. Materiale disperso4. Uso non autorizzato1. Custodia incerta2. Prodotto danneggiato3. Fonte d’innesco4. Personale non abilitato1. Riservare agli specialisti2. Controllare le fonti d’innesco3. Assicurare la custodia4. Escludere altri lavori1. Competenze e titoli2. Documenti del prodotto3. Registro materiali4. Perimetro di esclusione
6. Evacuare e presidiare1. Effetti della volata2. Persone intrappolate3. Ingresso abusivo4. Soccorso improvvisato1. Conteggio incompleto2. Fuga ostruita3. Comunicazione persa4. Accesso non presidiato1. Contare tutte le persone2. Presidiare gli accessi3. Verificare gli avvisi4. Sospendere in caso di dubbio1. Conteggio2. Risposte dei presidi3. Vie di fuga e rifugi4. Prova comunicazioni
7. Ventilare e misurare1. CO e ossidi di azoto2. Carenza di ossigeno3. Evento ritardato4. Caduta di roccia1. Solo tempo trascorso2. Sensore assente3. Condotto danneggiato4. Strumento inattendibile1. Mantenere l’esclusione2. Verificare l’aria erogata3. Campionare in sicurezza4. Limitare il sopralluogo1. Sensori idonei2. Luogo e ora3. Letture effettive4. Stato della ventilazione
8. Rilascio e consegna1. Mina sospetta2. Terreno instabile3. Esposizione allo smarino4. Restrizioni perse1. Rilascio informale2. Anomalia irrisolta3. Atmosfera variabile4. Consegna incompleta1. Non toccare i sospetti2. Attivare gli specialisti3. Integrare tutti gli esiti4. Definire l’area rilasciata1. Esito specialista2. Terreno accettato3. Atmosfera accettata4. Ambito e consegna firmati

4. Scenario ipotetico e meccanismi

Illustrazione didattica di un incidente durante lavori in galleria; non documenta un evento reale

Avvertenza sullo scenario: La ricostruzione seguente è ipotetica e destinata alla formazione. Non descrive un incidente verificato, un’indagine dell’ASL o un accertamento giudiziario. L’immagine è illustrativa e non dimostra la conformità delle attrezzature rappresentate.

 A. Scenario simulato — perforazione su un fronte non rilasciato
 In una galleria ferroviaria dell’Appennino tosco-emiliano, il turno notturno riceve informazioni incomplete sul precedente ciclo di scavo. Una possibile anomalia relativa agli esplosivi non risulta chiusa nei documenti di consegna.

 Il fronte è parzialmente coperto da detriti e fango. La pressione sul programma induce il responsabile operativo a consentire il posizionamento del jumbo e l’avvio della perforazione senza una conferma specialistica delle condizioni dell’area.

 La perforazione interessa materiale esplosivo residuo e si verifica un’esplosione accidentale. Frammenti di roccia e componenti della macchina investono la zona di lavoro, con possibili conseguenze mortali e gravi danni.

 Nello scenario, il problema decisivo è la ripresa di un’attività incompatibile con un’anomalia irrisolta. Non è possibile ricavare dall’esempio una soglia di innesco, una distanza sicura o una procedura di bonifica.

 B. Distinzioni tecniche importanti

  Foro residuo e mina inesplosa
   • Un foro residuo non dimostra, da solo, la presenza o l’assenza di esplosivo.
   • Una mina inesplosa rappresenta un’anomalia da gestire con competenze e procedure specifiche.
   • In caso di dubbio, l’operatore non deve classificare autonomamente l’area come sicura.

  Innesco accidentale e detonazione simpatica
   • L’innesco accidentale dovuto a una sollecitazione e la propagazione da un’esplosione vicina sono fenomeni distinti.
   • La terminologia non deve essere utilizzata come se descrivesse un unico meccanismo.
   • Una formula semplificata non costituisce un criterio di autorizzazione al lavoro.

  Proiezioni e sovrapressione
   • Gli effetti possono interessare persone lontane dal punto di origine.
   • Geometria, collegamenti e ostacoli influenzano la propagazione.
   • Una cabina ordinaria non deve essere considerata un rifugio contro l’esplosione.

  Atmosfera e stabilità dopo l’evento
   • Fumi, polveri e alterazioni dell’atmosfera possono impedire l’accesso.
   • Il fronte e i sostegni possono richiedere nuove verifiche.
   • La scomparsa del fumo visibile non dimostra che l’area sia sicura.

 C. Analisi delle barriere

Barriera Possibile cedimento Controllo da predisporre
Consegna tra turniL’anomalia non viene comunicata.Registro aggiornato e conferma della presa in carico.
Gestione del sospettoL’incertezza viene interpretata come assenza di pericolo.Sospensione, interdizione e valutazione specialistica.
Rilascio alla perforazioneIl lavoro riparte senza verifica documentata.Punto di arresto prima dell’avvio.
Separazione delle attivitàPersone e mezzi entrano durante verifiche incomplete.Controllo degli accessi e coordinamento delle imprese.
Qualità dell’ariaIl solo tempo trascorso viene considerato sufficiente.Verifica della ventilazione e monitoraggio rappresentativo.
SoccorsoPersone non attrezzate entrano nell’area pericolosa.Piano di emergenza e intervento di personale formato.

 D. Lezioni da applicare

  • Un’anomalia non chiusa deve essere visibile nei documenti e nelle consegne.
  • L’assenza di evidenze visive non equivale a un rilascio.
  • Nessuna distanza generica autorizza la perforazione in una zona sospetta.
  • Non eseguire lavaggi o altre sollecitazioni sul punto sospetto come iniziativa autonoma.
  • La pressione produttiva non sostituisce una verifica tecnica.
  • Le verifiche atmosferiche, specialistiche e geotecniche hanno oggetti differenti.

5. Decisioni secondo le condizioni

CondizioneAzioneEvidenzaPer proseguire
Residuo o mina sospettaFermare, isolare e avvisare lo specialistaRegistro anomalia e decisione competenteArea esclusa fino al rilascio formale
Terreno o sostegno modificatoSospendere l’accesso e riesaminareIspezione aggiornata e decisione tecnicaSostegno e accesso protetto accettati
Conteggio o avvisi incompletiSospendere e ripristinare i controlliConteggio, presidi e prova avvisiPersone censite; accessi presidiati
Tempo trascorso senza misure valideMantenere l’esclusione e misurare in sicurezzaSensori, letture e ventilazioneCriteri dell’aria rispettati; sopralluogo autorizzato
Ripresa dello smarinoIntegrare esiti su esplosivi, aria e terrenoRilascio nominativo e restrizioniTre esiti accettati; ambito firmato

 A. Stabilità del fronte e protezione collettiva

  • Confrontare le condizioni osservate con il progetto di scavo e sostegno.
  • Impedire l’accesso sotto zone instabili o non protette.
  • Pianificare disgaggio e sostegno con mezzi e competenze adeguati.
  • In presenza di sospetti esplosivi, subordinare anche queste attività alla gestione specialistica dell’anomalia.
  • Selezionare accessi e attrezzature considerando altezza, ingombri, terreno e condizioni dell’ambiente.

 B. Jumbo, manovre e interferenze

  • Verificare percorso, pendenze, fondo e ingombri.
  • Tenere le persone fuori dalle zone di schiacciamento.
  • Definire segnali e modalità di comunicazione.
  • Collocare l’eventuale assistente alla manovra in una posizione sicura.
  • Arrestare la manovra se viene meno la comunicazione necessaria.
  • Controllare la stabilizzazione secondo le istruzioni del fabbricante.
  • Applicare le procedure di isolamento delle energie per manutenzione e disinceppamento.

 C. Materiali sospetti e anomalie della volata
 Il comportamento generale da formalizzare è sospendere le attività interferenti, impedire l’accesso e avvisare i responsabili.

  • Non toccare, spostare o sottoporre a prove il materiale sospetto.
  • Non perforare, scavare o effettuare lavaggi in pressione nella zona sospetta.
  • Non tentare la gestione dell’anomalia con personale non autorizzato.
  • Attivare la procedura specialistica prevista.
  • Registrare area, segnalazione, responsabili e limitazioni.
  • Consentire la ripresa solo dopo una conclusione documentata.

 D. Compatibilità elettrica, elettrostatica ed elettromagnetica
 I controlli devono riferirsi ai prodotti e ai sistemi effettivamente utilizzati.

  • Identificare le sorgenti di interferenza pertinenti.
  • Stabilire le apparecchiature ammesse e le relative condizioni d’uso.
  • Verificare impianti, indumenti e dispositivi secondo la valutazione specialistica.
  • Non equiparare una generica indicazione “antistatico” alla piena idoneità per il rischio.
  • Garantire comunicazioni di emergenza compatibili con il piano.

 E. Sgombero, segnalazione e controllo degli accessi

  • Definire l’area da interdire sulla base della valutazione specialistica.
  • Considerare imbocchi, rami laterali e collegamenti con altre lavorazioni.
  • Includere tutte le imprese e le presenze temporanee nel conteggio.
  • Prevedere segnali comprensibili anche in condizioni di rumore o scarsa visibilità.
  • Collocare i presidi in posizioni non esposte.
  • Mantenere il divieto di accesso fino all’autorizzazione prevista.

 F. Ventilazione
 Il piano deve definire le condizioni necessarie per un ricambio efficace nelle aree interessate. Il funzionamento del ventilatore non dimostra, da solo, che l’aria raggiunga e risani tutte le zone.

  • Verificare alimentazione, impianto e integrità delle condotte.
  • Considerare perdite, ricircoli e aree scarsamente ventilate.
  • Valutare le fonti di contaminazione contemporanee.
  • Definire controlli e azioni in caso di guasto.
  • Verificare l’efficacia delle condizioni previste prima della ripresa.

 Il mantenimento della respirabilità attraverso la ventilazione è trattato nel D.P.R. 320/1956. I criteri del cantiere devono tenere conto anche delle esposizioni e delle disposizioni applicabili.
 Fonte: D.P.R. 320/1956.

 G. Monitoraggio atmosferico e rientro

  • Individuare i contaminanti pertinenti, considerando ossigeno, CO e ossidi di azoto e gli ulteriori gas rilevanti per il sito.
  • Verificare che lo strumento disponga effettivamente dei sensori necessari.
  • Non presumere che un rilevatore indicato come “multigas” misuri ogni sostanza richiesta.
  • Applicare controlli funzionali, manutenzione e taratura secondo le istruzioni pertinenti.
  • Definire modalità e punti di misura rappresentativi.
  • Organizzare le verifiche senza esporre l’addetto a un’atmosfera sconosciuta.
  • Registrare luogo, orario, strumento, risultati e responsabile.
  • Stabilire quando ripetere le misure al variare delle condizioni.

 L’accesso limitato alle verifiche deve essere distinto dalla riapertura del fronte alle normali lavorazioni. Il rilascio deve precisare quali attività siano consentite e quali condizioni restino da rispettare.

 H. Polveri, rumore e DPI

  • Privilegiare il contenimento delle esposizioni alla fonte e le protezioni collettive.
  • Verificare l’esposizione alla silice cristallina respirabile.
  • Selezionare la protezione respiratoria in base al contaminante e alle condizioni d’impiego.
  • Verificare adattabilità del facciale, compatibilità dei DPI e addestramento.
  • Scegliere la protezione dell’udito considerando esposizione e percezione degli allarmi.
  • Adeguare illuminazione, visibilità e protezioni agli spazi della galleria.

FFP3 e gas: Un facciale FFP3 filtra particelle. Non fornisce ossigeno e non costituisce una protezione generale contro i gas di volata. Non autorizza l’ingresso in un’atmosfera tossica, povera di ossigeno o non caratterizzata.

 Riferimento tecnico sulla distinzione tra dispositivi filtranti e apparecchi con alimentazione d’aria indipendente: HSE — protezione respiratoria. Il documento non costituisce normativa italiana.

 I. Emergenza e soccorso

  • Definire allarme, evacuazione e verifica delle presenze.
  • Mantenere disponibili vie di fuga, illuminazione e comunicazioni.
  • Considerare crolli, incendi, guasti alla ventilazione e incidenti con esplosivi.
  • Individuare personale, mezzi e coordinamento con i soccorsi esterni.
  • Impedire ingressi improvvisati nelle aree non rilasciate.
  • Eseguire esercitazioni coerenti con le condizioni del cantiere.

6. Ruoli e responsabilità

 A. Organizzazione da adattare al cantiere
 Le attribuzioni devono corrispondere a incarichi, competenze e obblighi effettivi. Una denominazione nella tabella non costituisce una delega.

Ruolo Compiti da definire e documentare
Datore di lavoro dell’impresa esecutriceOrganizzare prevenzione, personale, mezzi, formazione e documentazione di propria competenza.
Direzione di cantiereCoordinare programma e interfacce operative, assicurando la disponibilità delle condizioni necessarie alle attività.
CSE, quando previstoSvolgere le funzioni di coordinamento e verifica attribuite dalla normativa, senza sostituire la direzione operativa delle imprese.
PrepostoVigilare sulle attività affidate, intervenire sulle condizioni non sicure e segnalare le anomalie secondo i propri obblighi.
Responsabile tecnico delle attività specialisticheCurare le verifiche e la documentazione tecnica entro i limiti dell’incarico e delle competenze.
Fochino e personale autorizzatoEseguire le attività riservate nei limiti dei titoli, degli incarichi e delle procedure applicabili.
Tecnico geologo o geotecnico incaricatoValutare condizioni dell’ammasso e variazioni rilevanti per scavo e sostegno.
Personale incaricato di ventilazione e monitoraggioControllare impianti e misure, registrare gli esiti e comunicare tempestivamente le anomalie.
Operatore del jumboUtilizzare la macchina secondo formazione e manuale; arrestare l’attività in presenza di anomalie.
Addetto al controllo accessi o alle manovrePresidiare l’area assegnata da una posizione sicura e mantenere le comunicazioni previste.
RSPP e medico competenteContribuire alla prevenzione e alla tutela della salute secondo le rispettive competenze.
Squadra di emergenzaAttuare il piano entro i limiti di formazione, mezzi e condizioni previste.

 B. Continuità tra turni

  • Identificare i referenti di ogni turno.
  • Trasmettere anomalie, divieti e limiti delle autorizzazioni.
  • Confermare la comprensione delle consegne.
  • Evitare cumuli di incarichi incompatibili con la vigilanza richiesta.
  • Assicurare che le segnalazioni urgenti possano essere ricevute anche in assenza del referente principale.

Conduzione e consegna

FasePericoli ed effettiCause di cedimentoMisure di controlloVerifica in cantiere
Competenze1. Autorità errata2. Decisione insicura3. Soccorso inesperto1. Ruolo presunto2. Titolo scaduto3. Delega assente1. Associare ruolo e obbligo2. Verificare le competenze3. Nominare i sostituti1. Incarichi2. Formazione documentata3. Autorità sulla fase
Documenti1. Confine errato2. Variazione del terreno3. Esplosivo irrisolto1. Piano superato2. Modifica non registrata3. Restrizione persa1. Confrontare le revisioni2. Collegare anomalie aperte3. Informare ogni turno1. Registro revisioni2. Responsabile anomalia3. Verbale di consegna
Permessi1. Lavoro prematuro2. Squadre interferenti3. Ingresso non ammesso1. Assenso generico2. Permesso collegato assente3. Validità incerta1. Separare i rilasci2. Verificare i permessi dovuti3. Sospendere se cambia l’ambito1. Ambito del rilascio2. Permessi collegati3. Validità e firme
Qualità misure1. Esposizione tossica2. Falsa rassicurazione3. Rientro insicuro1. Sensore errato2. Risposta non provata3. Campione non tracciato1. Definire i gas da rilevare2. Verificare lo strumento3. Annotare luogo e ora1. Sensore e campo2. Prova funzionale3. Criteri e letture
Modifiche1. Perdita di sostegno2. Guasto ventilazione3. Traffico incontrollato1. Cambio non segnalato2. Nessun riesame3. Pressione per ripartire1. Fermare la fase interessata2. Assegnare le correzioni3. Rivalidare i rilasci1. Condizione variata2. Azione completata3. Ripresa autorizzata
Consegna1. Mina sospetta omessa2. Esclusione perduta3. Soccorritori esposti1. Solo consegna verbale2. Ricezione non confermata3. Capo soccorso ignoto1. Conservare le restrizioni2. Ottenere firma di ricezione3. Verificare i soccorsi1. Registro punti aperti2. Responsabile subentrante3. Organizzazione soccorsi

7. Punti di arresto e registrazioni

 A. Modello di punti di arresto
 La tabella propone un sistema aziendale di controllo. Non identifica una sequenza di firme universalmente prescritta dalla legge.

Punto Condizione per proseguire Evidenza richiesta
PA-0 — PreparazioneDocumenti, personale, autorizzazioni e mezzi necessari sono disponibili.Elenco documenti e incarichi verificati.
PA-1 — Consegna del fronteAnomalie pregresse gestite e condizioni di accesso definite.Verbale con area, attività ammesse e limitazioni.
PA-2 — Avvio della perforazioneFronte rilasciato, macchina verificata e interferenze controllate.Esito dei controlli pertinenti.
PA-3 — Attività specialistiche con esplosiviRequisiti specialistici e interdizioni verificati.Conferma dei responsabili autorizzati.
PA-4 — SgomberoPresenze riconciliate e accessi controllati.Registrazione delle conferme e dei presidi.
PA-5 — Accesso per verifiche successiveCondizioni e modalità dell’accesso tecnico definite dalla procedura.Autorizzazione limitata alle verifiche previste.
PA-6 — Ripresa delle lavorazioniVerifiche atmosferiche, specialistiche e geotecniche concluse per l’attività prevista.Rilascio documentato con limiti e responsabili.

 B. Cause di sospensione

  • Materiale sospetto o anomalia irrisolta.
  • Persona non localizzata durante lo sgombero.
  • Accesso non autorizzato.
  • Perdita di una comunicazione essenziale.
  • Guasto alla ventilazione o al monitoraggio necessario.
  • Misure atmosferiche fuori criterio o non affidabili.
  • Distacchi, deformazioni o nuove condizioni geologiche critiche.
  • Divergenza tra situazione reale e piano approvato.

 C. Condizioni di ripresa

  • Causa identificata e presa in carico dalle competenze necessarie.
  • Anomalia gestita con esito documentato.
  • Condizioni di lavoro nuovamente verificate.
  • Documenti aggiornati quando necessario.
  • Squadre e turni interessati informati.
  • Punto di autorizzazione pertinente rinnovato.

Dati necessari al rilascio

Scenari e registrazioni di esempio sono ipotetici e didattici. Non rappresentano incidenti, misure, firme o autorizzazioni reali.

Le caselle indicano dati da registrare, non un'autorizzazione. Aggiungere persona, data, evidenze, questioni aperte e decisione effettiva.

TipoRegistrazione insufficienteElementi da registrare
Piano e consegnePiano verificato□ Fronte e ciclo□ Revisione del piano□ Incarichi□ Restrizioni aperte
Fronte e terrenoTerreno buono□ Esame del terreno□ Registro dei residui□ Percorso protetto□ Decisione tecnica
Ventilare e misurareAria pulita□ Sensori idonei□ Luogo e ora□ Letture effettive□ Stato della ventilazione
Rilascio e consegnaLavoro rilasciato□ Esito specialista□ Terreno accettato□ Atmosfera accettata□ Ambito e consegna firmati

PDF-0–PDF-4 sono riferimenti di sintesi distinti dai punti dettagliati sopra. Ogni rilascio applicabile resta necessario; il PDF non li unisce in un unico permesso.

8. Lista di controllo ed emergenza

 A. Documentazione e personale

  ☐ Sono identificati cantiere e tratto di galleria?
  ☐ È stato verificato il quadro normativo applicabile?
  ☐ Sono disponibili i documenti di sicurezza e le procedure pertinenti?
  ☐ Sono verificati qualifiche, licenze e incarichi?
  ☐ La documentazione specialistica è nella revisione applicabile?
  ☐ Il turno ha ricevuto e compreso le consegne?

 B. Fronte e attività precedenti

  ☐ Il fronte è rilasciato per l’attività prevista?
  ☐ Le anomalie del ciclo precedente sono state gestite?
  ☐ Sono chiari i divieti in presenza di materiali sospetti?
  ☐ Le condizioni geotecniche consentono l’accesso?
  ☐ Sostegni, protezioni e accessi sono adeguati?
  ☐ Le attività successive sono coordinate?

 C. Jumbo e perforazione

  ☐ Percorso e ingombri sono verificati?
  ☐ Le persone sono escluse dalle zone di manovra?
  ☐ L’eventuale assistente opera da una posizione sicura?
  ☐ Segnali e comunicazioni sono concordati?
  ☐ Macchina e appoggi sono controllati secondo il manuale?
  ☐ I sistemi di controllo delle polveri sono efficienti?
  ☐ Le zone degli organi mobili sono interdette?

 D. Interfacce con le attività specialistiche

  ☐ Le lavorazioni incompatibili sono sospese?
  ☐ Gli accessi secondari sono considerati?
  ☐ Il controllo delle presenze comprende tutte le imprese?
  ☐ Le apparecchiature utilizzate sono quelle ammesse?
  ☐ Le comunicazioni di emergenza sono compatibili e disponibili?
  ☐ Sono identificati i responsabili delle autorizzazioni?

 E. Ventilazione e monitoraggio

  ☐ Impianto e condotte sono efficienti?
  ☐ Sono definiti contaminanti e criteri di accettazione?
  ☐ Lo strumento dispone dei sensori necessari?
  ☐ I controlli funzionali e la taratura richiesti sono documentati?
  ☐ Il monitoraggio è rappresentativo e organizzato in sicurezza?
  ☐ I risultati sono registrati e valutati?
  ☐ È escluso il rientro basato soltanto sul tempo o sull’assenza di odore?

 F. Emergenza e rilascio finale

  ☐ Vie di fuga, illuminazione e comunicazioni sono disponibili?
  ☐ Il personale conosce allarmi e procedure di evacuazione?
  ☐ I soccorsi sono organizzati per i rischi effettivi?
  ☐ Non restano anomalie che impediscono l’attività?
  ☐ Il rilascio indica attività ammesse e limitazioni?
  ☐ La squadra conosce i criteri di nuova sospensione?

9. Fonti e limiti della revisione

Riesame redazionale: 2026-10-12. È stata consultata la pubblicazione ufficiale originaria del D.P.R. 320/1956; ciò non prova la vigenza integrale del testo né sostituisce il coordinamento con le modifiche successive. I riferimenti precedenti e le relative date sono mantenuti come cronologia documentale. Confermare testi vigenti, prescrizioni territoriali, manuali e condizioni del cantiere prima dell’uso.

 A. Fonti normative

  1. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — salute e sicurezza sul lavoro.
  2. D.P.R. 20 marzo 1956, n. 320 — lavori in sotterraneo.
  3. D.P.R. 19 marzo 1956, n. 302 — norme integrative di prevenzione.
  4. D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128 — miniere e cave, quando applicabile.
  5. T.U.L.P.S., R.D. 18 giugno 1931, n. 773, e regolamento di esecuzione, R.D. 6 maggio 1940, n. 635: verificare testi vigenti e prescrizioni pertinenti.

 I collegamenti alla Gazzetta Ufficiale identificano le pubblicazioni ufficiali. Il testo originario deve essere verificato rispetto a modifiche successive, disposizioni speciali e prescrizioni territoriali.

 B. Fonti amministrative e tecniche

  • Comune di Trento — licenza di fochino: esempio di procedimento amministrativo da confrontare con quello competente per territorio.
  • HSE — tipologie di protezione respiratoria: riferimento tecnico estero, non normativa italiana.
  • Manuali delle macchine e degli strumenti effettivamente presenti.
  • Documentazione dei prodotti e procedure specialistiche applicabili.
  • Progetto, autorizzazioni e prescrizioni del cantiere.

 C. Regole di consultazione

  • Verificare prima il campo di applicazione.
  • Distinguere legge, norma tecnica, istruzione del fabbricante e scelta organizzativa.
  • Non attribuire a una fonte valori o procedure non riscontrati.
  • Non considerare un elenco di riferimenti come prova di conformità.
  • Risolvere le incompatibilità prima di proseguire l’attività interessata.

 D. Domande frequenti

  La JSA sostituisce il POS o il PSC?
  No. Supporta l’analisi delle attività, ma non sostituisce i documenti di sicurezza o la progettazione specialistica.

  Il D.P.R. 128/1959 vale automaticamente per ogni galleria?
  No. Occorre distinguere le attività minerarie ed estrattive dalle opere civili sotterranee.

  Come comportarsi davanti a una sospetta mina inesplosa?
  Sospendere le attività interferenti, impedire l’accesso e informare i responsabili e il personale autorizzato. Non intervenire sul materiale.

  Quando si può rientrare dopo una volata?
  Quando le verifiche pertinenti e le autorizzazioni previste consentono l’accesso per l’attività specifica. Il tempo trascorso non è sufficiente.

  La FFP3 protegge dai gas di volata?
  No. Filtra particelle e non fornisce ossigeno né una protezione generale dai gas.

10. Uso dei PDF e domande frequenti

 A. Informazioni da inserire
 Smart JSA Bridge può supportare l’organizzazione di una bozza JSA nei limiti delle funzioni effettivamente disponibili.

  • Cantiere, area e data della valutazione.
  • Imprese, turni e persone incaricate.
  • Condizioni e vincoli del fronte.
  • Attrezzature e impianti identificati.
  • Documenti applicabili e relative revisioni.
  • Pericoli, misure e verifiche.
  • Anomalie aperte e condizioni di arresto.
  • Esiti dei controlli e autorizzazioni.

 B. Descrizione delle sei fasi

  Fase 1 — Rilievo del fronte e tracciamento
  Descrivere rilascio dell’area, condizioni di stabilità, accessi e separazione dalle attività interferenti.

  Fase 2 — Traslazione e posizionamento del jumbo
  Descrivere percorso, punti ciechi, comunicazioni, appoggi e controlli della macchina.

  Fase 3 — Perforazione del fronte
  Indicare condizioni di avvio, gestione dei sospetti, esclusione delle persone e controllo delle esposizioni.

  Fase 4 — Trasporto, caricamento e intasamento
  Registrare i riferimenti alla documentazione specialistica, i responsabili autorizzati e le interdizioni necessarie. La scheda generale non sostituisce le procedure riservate.

  Fase 5 — Collegamento, sgombero e brillamento
  Descrivere le responsabilità specialistiche e i controlli organizzativi su presenze, accessi, segnali e comunicazioni.

  Fase 6 — Ventilazione, verifiche e rientro
  Indicare piano di monitoraggio, responsabili, registrazioni e condizioni per l’accesso tecnico e la successiva ripresa.

 C. Documento da sottoporre a verifica

  • Un’unica tabella JSA controllata per revisione.
  • Elenco dei responsabili delle misure.
  • Punti di arresto e autorizzazione.
  • Collegamenti ai documenti approvati.
  • Registrazioni delle anomalie e della loro chiusura.
  • Campi per verifiche e sottoscrizioni effettive.

 La versione preliminare e quella verificata devono essere chiaramente distinguibili. Una tabella duplicata non deve apparire come un secondo documento approvato.

 D. Limiti dell’automazione

  • Un punteggio automatico non certifica l’accettabilità del rischio.
  • Un testo generato non è automaticamente un POS conforme.
  • Una fotografia non dimostra l’assenza di esplosivi residui.
  • Un modulo non misura la respirabilità dell’aria.
  • La piattaforma non verifica la stabilità del fronte.
  • Un’approvazione informatica non sostituisce una verifica fisica necessaria.
  • Non si devono attribuire all’algoritmo validazioni normative o tecniche non documentate.

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PDF A: controlli di base; B: cedimenti tecnici; C: conduzione e consegna. Il testo ha otto fasi con quattro punti nelle celle principali; ciascun PDF sei fasi, nove colonne e tre punti. P/S/R/A, misure e firme restano vuoti per la valutazione reale.

Il solo tempo trascorso autorizza il rientro?

No. Restano necessari i tempi applicabili e gli esiti favorevoli su atmosfera, esplosivi e terreno, con rilascio del personale competente.

Qual è la prima azione davanti a un residuo sospetto?

Fermare l’attività interessata, allontanarsi senza disturbare il materiale, presidiare l’area e affidare la valutazione allo specialista autorizzato.

Il riepilogo elimina i punti di controllo dettagliati?

No. I punti della sezione 7 restano applicabili. La sintesi PDF non sostituisce nessun rilascio richiesto.

Quali dati devono accompagnare le misure?

Registrare gas richiesti, sensori e strumento, controlli funzionali, luogo e ora, letture reali, criteri e responsabile. Non precompilare gli esiti.

Un professionista ha verificato e approvato questo documento?

No. Sono stati riesaminati con IA fonti pubbliche, testo, coerenza e impaginazione. Non sono attestati sopralluoghi o approvazioni tecniche professionali. Serve una revisione specialistica prima dell’uso.

11. Cronologia e redazione

Contenuto di riferimento redatto e revisionato con IA. Non è un documento verificato o approvato da un professionista. Prima di applicarlo occorrono la revisione di uno specialista e le autorizzazioni del cantiere.

Sono conservati il contenuto precedente e la consultazione delle fonti del 19/09/2026 riportata nei PDF Rev. 01 — Bozza. La revisione datata riorganizza il riepilogo in otto fasi e aggiorna i moduli; non attesta una nuova verifica professionale.

DataVersioneModificaStato della revisione
2026-09-19Rev. 1 / Rev. 01Originale conservatoSenza approvazione professionale
2026-10-122026.10.12Decisioni, registrazioni, JSA e PDF aggiornatiSenza approvazione professionale

Conservati la distinzione tra opere civili e attività estrattive, POS/PSC, qualifiche e incarichi, ventilazione, sostegno e punti di autorizzazione. Le sei macrofasi precedenti restano descritte; il nuovo riepilogo a otto fasi separa controllo del fronte, macchina e rientro. Aggiunti criteri concreti di prosecuzione, sedici dati di registrazione e FAQ coerenti. Non sono fornite istruzioni di caricamento, innesco o recupero di mine inesplose.

 A. Elaborazione con supporto automatizzato
 Il presente contenuto è una bozza informativa elaborata con supporto automatizzato a partire dal testo fornito e dalle fonti indicate. Non deriva da un sopralluogo o da prove sulle attrezzature e sulle condizioni del cantiere.

 B. Nessuna revisione professionale implicita
 In assenza di un verbale separato e verificabile, il documento non deve essere presentato come redatto, verificato o approvato da:

  • Un ingegnere o un geologo incaricato.
  • Uno specialista nell’impiego degli esplosivi.
  • Un fochino autorizzato.
  • Il datore di lavoro, il CSE o il responsabile del cantiere.
  • INAIL, ASL, Ispettorato del lavoro o altra autorità.
  • Il fabbricante di macchine, prodotti o strumenti.

 La presenza di una figura professionale nelle tabelle descrive un ruolo da organizzare; non dimostra il suo coinvolgimento nella preparazione della bozza.

 C. Verifiche non effettuate

  • Stabilità del fronte e dei sostegni.
  • Assenza di esplosivi residui.
  • Conformità delle attività specialistiche.
  • Efficacia reale della ventilazione.
  • Qualità dell’aria e rappresentatività delle misure.
  • Idoneità delle macchine e delle protezioni.
  • Validità dei titoli e delle autorizzazioni personali.
  • Adeguatezza della capacità di soccorso.

 D. Verifica prima dell’utilizzo
 Le persone competenti devono adattare e verificare il contenuto rispetto a:

  • Attività e condizioni reali.
  • Normativa vigente e prescrizioni autorizzative.
  • Progetto e procedure specialistiche.
  • Organizzazione delle imprese e dei turni.
  • Attrezzature, impianti e strumenti disponibili.
  • Risultati dei controlli sul posto.

 E. Responsabilità e limiti
 L’utilizzo di una piattaforma digitale non trasferisce né elimina gli obblighi delle figure previste dalla legge. Questa dichiarazione chiarisce la natura della bozza e non costituisce un esonero generale da responsabilità.

 F. Documentazione di una verifica professionale effettiva
 Una verifica realmente svolta deve essere documentata separatamente indicando:

  • Nome e organizzazione del verificatore.
  • Qualifica e incarico.
  • Documenti e revisioni esaminati.
  • Ambito della verifica.
  • Controlli effettivamente eseguiti.
  • Esito, limitazioni e prescrizioni.
  • Data e sottoscrizione.
  • Condizioni dell’eventuale approvazione.

Tracciabilità delle fonti: I riferimenti indicati identificano le fonti consultate per questa bozza. Prima della pubblicazione e dell’impiego operativo devono essere verificate le versioni vigenti, le disposizioni territoriali e i documenti applicabili al cantiere.