Contenuto di riferimento redatto e revisionato con IA. Non è un documento verificato o approvato da un professionista. Prima di applicarlo occorrono la revisione di uno specialista e le autorizzazioni del cantiere.
Revisione: otto fasi JSA con quattro punti per cella principale, condizioni brevi di ripresa e sedici voci di registrazione. Tre PDF di sei fasi distinguono lavoro, guasti tecnici e supervisione; le valutazioni reali restano vuote. Conservati spiegazioni valide, fonti e cronologia precedenti. La revisione editoriale non è verifica tecnica professionale.
1. Quadro normativo e tecnico
Aggiornamento del 12 ottobre 2026: le voci seguenti identificano le fonti ufficiali ricontrollate e il relativo ambito. Note e date precedenti restano come cronologia; non attestano una nuova verifica integrale di ogni disposizione. Non sono stati verificati testi completi di norme a pagamento, manuali delle macchine reali, calcoli e autorizzazioni del cantiere. Prima dell’uso farne verificare validità e applicabilità da persona competente.
| Fonte | Ambito e limiti |
|---|---|
| INAIL — Riduzione del rischio nelle attività di scavo | Guida istituzionale del 2017: utile per i meccanismi di instabilità e i sistemi di protezione. I riferimenti storici alle NTC non attestano l’edizione oggi applicabile. Non è stata verificata integralmente la legislazione consolidata né una norma tecnica a pagamento. |
| D.Lgs. 81/2008 — articolo 119 (portale istituzionale) | Consultato il testo dell’articolo 119 indicato in vigore dal 20 agosto 2009: sostegni progressivi per pozzi e trincee nelle condizioni del comma 1 e precauzioni per fondazioni vicine. Il limite di 1,50 m non dimostra sicurezza automatica sotto tale profondità. La verifica riguarda questo articolo, non tutte le modifiche del decreto o il progetto reale. |
A. Finalità e valore della JSA
Questa guida riguarda il montaggio di opere provvisionali di sostegno degli scavi con mensole, travi di ripartizione e puntoni metallici, anche realizzati con profili ad H. La Job Safety Analysis, qui denominata JSA, è un'analisi operativa delle fasi di lavoro: può integrare il POS, ma non ne costituisce automaticamente un equivalente conforme.
• Il POS dell'impresa esecutrice deve soddisfare gli obblighi applicabili del D.Lgs. 81/2008 e i contenuti dell'Allegato XV.
• Il PSC, quando previsto, disciplina anche organizzazione del cantiere e interferenze; la JSA deve essere coerente con tali prescrizioni.
• Il progetto strutturale e geotecnico, le istruzioni di montaggio e i controlli delle attrezzature mantengono una funzione distinta.
• Un punteggio di rischio favorevole non rende accettabile una configurazione strutturale non verificata.
B. D.Lgs. 81/2008: disposizioni pertinenti
Il quadro di riferimento comprende, secondo il caso concreto:
• Articoli 17 e 28: valutazione dei rischi.
• Articoli 19, 37 e 73: vigilanza del preposto, formazione, addestramento e requisiti per l'uso delle attrezzature.
• Articoli 70 e 71 e Allegati VI e VII: idoneità, uso, manutenzione, controlli e verifiche delle attrezzature secondo la rispettiva applicabilità.
• Articoli 89, 90, 91, 92, 96, 97 e 100 e Allegato XV: soggetti, coordinamento e documentazione dei cantieri temporanei o mobili.
• Articoli 107, 111, 115 e 122: lavori in quota e protezione contro le cadute.
• Articoli 118–121: stabilità degli scavi, depositi al ciglio e atmosfere pericolose.
• Articolo 123: montaggio e smontaggio delle opere provvisionali sotto la diretta sorveglianza di un preposto.
La definizione di lavoro in quota dell'articolo 107 riguarda l'esposizione a una caduta da altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile. Non costituisce un'esenzione dalla valutazione delle cadute con dislivelli inferiori.
Per pozzi e trincee, l'articolo 119, comma 1, richiede armature progressive oltre 1,50 m quando il terreno non offre sufficiente stabilità. Questa disposizione non significa che uno scavo meno profondo sia automaticamente sicuro o che ogni scavo debba adottare lo stesso sostegno.
Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, articolo 119 nel testo modificato.
C. Progettazione delle opere di sostegno
Il D.M. 17 gennaio 2018, NTC 2018, costituisce il riferimento normativo per la progettazione strutturale e geotecnica nell'ambito della sua applicazione. Per questa lavorazione sono pertinenti, in particolare, le disposizioni sulle strutture in acciaio e il capitolo 6, comprese le fasi costruttive del § 6.2.3 e le opere di sostegno del § 6.5.
• Verificare le configurazioni transitorie, i percorsi dei carichi, le condizioni del terreno e della falda, i sovraccarichi e gli effetti sugli edifici vicini.
• Non limitare le verifiche alla configurazione finale con tutti i puntoni installati.
• Individuare gli adempimenti strutturali e sismici applicabili all'opera e al territorio; la natura provvisionale non giustifica automaticamente un'esenzione.
• Il CSP o il CSE non assume automaticamente il ruolo di progettista strutturale: occorrono competenze e incarichi pertinenti.
Riferimenti: NTC 2018, modifiche del D.M. 9 marzo 2023.
D. Norme tecniche: ambiti distinti
Le norme UNI e ISO non sono indistintamente leggi. Verificarne l'edizione applicabile e l'eventuale richiamo vincolante in disposizioni legislative, progetto, contratto o documentazione di prodotto.
• UNI EN 13374:2025, con EC 1-2025: sistemi temporanei di protezione dei bordi. Non certifica la portata di una passerella né trasforma una rete antipolvere in una rete anticaduta.
• UNI EN 1492-1:2009: brache piatte tessili nel relativo campo di applicazione; non è un riferimento generale per catene e funi metalliche.
• ISO 4878:1981: risulta ritirata e non viene adottata come riferimento corrente.
• UNI EN 1494:2009: martinetti spostabili o mobili e apparecchi di sollevamento associati. Il richiamo non dimostra automaticamente l'idoneità di un cilindro utilizzato orizzontalmente per precaricare un puntone.
• Le norme per specifici sistemi prefabbricati di puntellazione non sono automaticamente estensibili a una carpenteria progettata su misura.
Sono stati consultati i cataloghi ufficiali per identificazione, stato e ambito dichiarato delle norme sopra elencate. Non è stata effettuata una verifica integrale dei testi a pagamento.
E. Formazione e aggiornamenti
Applicare l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, rep. 59/CSR, con le disposizioni transitorie pertinenti e i chiarimenti ufficiali. Distinguere attestazione formativa, abilitazione per la specifica attrezzatura, addestramento, incarico del datore di lavoro e idoneità sanitaria quando prevista.
L'articolo 37 deve essere letto anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 11 marzo 2026, n. 34. La consultazione di questa guida non costituisce un corso, un'abilitazione o un addestramento registrato.
Riferimenti: Accordo e allegato ufficiale, FAQ ministeriali del 27 marzo 2026, legge n. 34/2026.
2. Ambito e dati preliminari
A. Lavorazioni comprese
La sequenza comprende preparazione del fronte, ricevimento dei materiali, sollevamento, posa delle mensole e delle travi di ripartizione, installazione dei puntoni, completamento dei vincoli, eventuale precarico e consegna del sistema.
• La terminologia “travi di ripartizione” o “correnti di contrasto” indica gli elementi chiamati wales nel testo originale.
• Mensole, appoggi, giunti, controventi, martinetti e dispositivi di mantenimento del carico dipendono dal sistema effettivo.
• Il precarico non è una fase universale: si esegue soltanto quando previsto dal progetto.
• Infissione di palancole, realizzazione di diaframmi, tiranti geotecnici e smontaggio richiedono analisi specifiche se inclusi nell'appalto.
B. Documentazione da rendere disponibile
Prima del montaggio acquisire e verificare, per quanto pertinente:
• Relazioni geologica e geotecnica, dati sulle falde, sottoservizi, fabbricati adiacenti e carichi al contorno.
• Elaborati esecutivi firmati dal progettista competente, verifiche delle fasi transitorie e revisioni autorizzate.
• Sequenza scavo–sostegno, limiti di avanzamento, appoggi temporanei e condizioni per il rilascio del carico dalla gru.
• Distinta dei componenti, identificazione dei materiali, documenti di accettazione e criteri per il riutilizzo.
• Specifiche di bullonatura e saldatura, qualifiche pertinenti, controlli richiesti e criteri di accettazione.
• Procedura di sollevamento con masse, baricentri, punti di presa, configurazione della gru e reazioni sul terreno.
• Manuali delle attrezzature, registrazioni dei controlli e verifiche periodiche ove previste.
• Procedura di precarico, quando richiesta, con identificazione dei martinetti, correlazione pressione–forza, sequenza e sistema di trasferimento del carico.
• POS aggiornato, PSC quando previsto, gestione delle interferenze e piano di emergenza.
• Piano di monitoraggio con valori iniziali, soglie di attenzione, arresto e condizioni di ripresa.
C. Dati non disponibili
In assenza di disegni, calcoli e manuali non sono determinabili in questa guida il precarico, le tolleranze, le coppie di serraggio, i dettagli dei giunti, le distanze della gru dal ciglio o le soglie di spostamento.
• Registrare ogni valore da confermare con la sua fonte e il responsabile della verifica.
• Mantenere aperto il relativo Hold Point fino alla disponibilità dell'evidenza necessaria.
• Non dedurre le capacità strutturali dalla sola designazione del profilo.
3. JSA in otto fasi
| Fase | Pericoli ed effetti | Cause di cedimento | Misure di controllo | Verifica in cantiere | P | S | R | A |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Piano e terreno | 1. Crollo del terreno2. Acqua o cedimento fondo3. Danno ai sottoservizi4. Cedimento vicino | 1. Modello geotecnico errato2. Scavo troppo profondo3. Reti non individuate4. Sovraccarico omesso | 1. Verificare progetto per fasi2. Controllare terreno e acqua3. Individuare e proteggere reti4. Definire soglie di controllo | 1. Revisione del progetto2. Registro terreno e acqua3. Verifica dei sottoservizi4. Stato iniziale e soglie | ||||
| 2. Sollevamento e accesso | 1. Caduta del profilo2. Ribaltamento del mezzo3. Caduta dall'accesso4. Schiacciamento da carico | 1. Massa o imbraco errati2. Base del mezzo debole3. Sgancio non raggiungibile4. Zona di manovra condivisa | 1. Verificare sollevamento reale2. Controllare base del mezzo3. Predisporre accesso protetto4. Interdire zona di manovra | 1. Massa e imbracatura2. Portanza degli appoggi3. Accesso e soccorso4. Segnalazione e interdizione | ||||
| 3. Mensole e correnti | 1. Caduta della mensola2. Rotazione del corrente3. Ustione o incendio4. Rottura del fissaggio | 1. Appoggio non conforme2. Sgancio anticipato3. Lavoro a caldo non gestito4. Attacco non autorizzato | 1. Rispettare dettagli di appoggio2. Stabilizzare prima di sganciare3. Gestire lavori a caldo4. Ispezionare collegamenti | 1. Contatto degli appoggi2. Autorizzazione allo sgancio3. Controllo fuoco e fumi4. Prove su saldature e bulloni | ||||
| 4. Posare puntoni | 1. Rotolamento del puntone2. Mano schiacciata3. Caduta dalla flangia4. Instabilità provvisoria | 1. Vincoli provvisori assenti2. Mani nei fori dei bulloni3. Postazione non protetta4. Profilo o lunghezza errati | 1. Montare vincoli previsti2. Usare attrezzi di allineamento3. Non camminare sulle flange4. Verificare elemento e appoggi | 1. Identità del puntone2. Controllo dei vincoli3. Accesso protetto4. Trasferimento autorizzato | ||||
| 5. Collegare e controventare | 1. Instabilità del puntone2. Rottura del collegamento3. Caduta di attrezzi4. Esposizione ai fumi | 1. Controvento senza reazione2. Bullone o cordone errato3. Attrezzi non trattenuti4. Aspirazione insufficiente | 1. Completare percorso dei carichi2. Seguire procedura di unione3. Trattenere attrezzi e delimitare4. Captare fumi alla fonte | 1. Controventi e reazioni2. Accettazione delle unioni3. Attrezzi e zona inferiore4. Controllo dell'esposizione | ||||
| 6. Precarico e bloccaggio | 1. Espulsione del martinetto2. Iniezione idraulica3. Sovraccarico del sostegno4. Perdita di carico trattenuto | 1. Reazione eccentrica2. Tubo danneggiato3. Conversione forza errata4. Blocco non verificato | 1. Seguire procedura progettata2. Escludere vie di espulsione3. Monitorare forza e movimento4. Verificare carico trattenuto | 1. Martinetto e manometro2. Registro del precarico3. Accettazione del bloccaggio4. Perdite e pressione | ||||
| 7. Ispezione e passaggio | 1. Sostegno non accettato caricato2. Caduta dalla passerella3. Sovraccarico aggiunto4. Difetto non risolto | 1. Ispezione incompleta2. Parapetto mancante3. Carico passerella omesso4. Marcatura presa come prova | 1. Chiudere difetti della fase2. Controllare accessi e parapetti3. Validare carichi aggiunti4. Registrare accettazione | 1. Stato realizzato2. Passerella e protezioni3. Base dei carichi aggiunti4. Difetti risolti | ||||
| 8. Consegna e monitoraggio | 1. Crollo nella fase successiva2. Movimento non rilevato3. Modifica non sicura4. Soccorritore esposto | 1. Fase non autorizzata2. Letture indisponibili3. Puntone rimosso per accesso4. Soccorso improvvisato | 1. Autorizzare fase successiva2. Mantenere risposta alle soglie3. Gestire tutte le modifiche4. Prevedere soccorso protetto | 1. Fase e limiti consegnati2. Stato del monitoraggio3. Registro delle modifiche4. Preparazione di emergenza |
PDF A: controlli di base; B: cedimenti tecnici; C: conduzione e consegna. Il testo ha otto fasi con quattro punti nelle celle principali; ciascun PDF sei fasi, nove colonne e tre punti. P/S/R/A, misure e firme restano vuoti per la valutazione reale.
4. Scenario ipotetico e meccanismi
A. Natura dell'esempio
Il seguente caso è una simulazione ipotetica per la formazione e la valutazione dei rischi. Non rappresenta un incidente reale, un'indagine di un'autorità pubblica o un evento riguardante una specifica impresa.

L'immagine è mantenuta dal contenuto originale come supporto illustrativo. Non costituisce una prova dell'evento, un disegno esecutivo o una rappresentazione verificata dell'attrezzatura.
B. Situazione iniziale
In un cantiere ipotetico nell'area di Milano si sta montando un ordine di puntoni a circa 12 m sotto il piano stradale. Per conservare lo scenario didattico del testo originale, si considera un elemento descritto come HEB 400, lungo circa 18 m.
Queste dimensioni sono dati narrativi, non una soluzione strutturale proposta. Non sono disponibili calcoli che dimostrino l'idoneità del profilo, della lunghezza o dei vincoli.
Il puntone è stato accostato alle travi di ripartizione. Due perni sono stati inseriti per il centraggio, ma non esiste evidenza che costituiscano il collegamento resistente necessario. Lo stato dei ritegni laterali e delle connessioni di fase non è stato verificato.
C. Cambiamento delle condizioni e sviluppo ipotetico
La condensa rende scivolosa l'ala superiore. Il riposizionamento della postazione di accesso richiede tempo e la squadra subisce pressione per liberare la gru.
• Un montatore abbandona il percorso protetto e sale sul profilo per raggiungere le brache.
• Il sistema anticaduta eventualmente previsto non è mantenuto efficace durante il trasferimento.
• L'appoggio del piede perde aderenza; il movimento del lavoratore può accompagnarsi a una rotazione del profilo non sufficientemente trattenuto.
• La caduta non viene impedita né arrestata prima dell'impatto con il piano inferiore.
• Lo scenario può avere esito mortale. Un eventuale movimento del puntone può inoltre esporre altre persone a urti o caduta di componenti.
Non si attribuisce l'esito a una causa unica: senza rilievi e calcoli non è possibile stabilire se la rotazione abbia preceduto la perdita di equilibrio o ne sia stata una conseguenza.
D. Lettura strutturale: carichi e vincoli
Un carico verticale eccentrico rispetto al centro di taglio può produrre un momento torcente. Nel modello semplificato:
Mₜ = Fᵥ · e
Fᵥ è la forza verticale ed e la relativa eccentricità. La presenza di un momento non dimostra, da sola, il ribaltamento o il collasso: la risposta dipende da rigidezze, vincoli, contatti e geometria effettiva.
Prima dell'entrata in contrasto, il puntone non lavora necessariamente a compressione pura. Durante il sollevamento e la posa possono prevalere flessione da peso proprio, torsione e azioni concentrate sugli appoggi. Dopo il contrasto occorre verificare anche compressione, eccentricità e interazioni con la flessione.
Instabilità euleriana
• Per un'asta ideale elastica, rettilinea e compressa assialmente, Ncr = π²EI / Lcr².
• E è il modulo elastico, I il momento d'inerzia pertinente e Lcr la lunghezza efficace di instabilità.
• La formula non rappresenta direttamente la resistenza di progetto di un puntone reale. Occorre considerare imperfezioni, instabilità locale e globale, comportamento dei giunti ed effetti del secondo ordine.
• Un incrocio geometrico non riduce automaticamente la lunghezza libera: il ritegno deve avere rigidezza, resistenza e collegamenti adeguati.
• Instabilità flessionale, torsionale e flesso-torsionale sono meccanismi distinti; non ogni movimento di un profilo ad H è un'instabilità euleriana.
E. Spinta del terreno e dell'acqua
In un modello didattico molto semplificato, con distribuzione triangolare e coefficiente laterale costante:
S′ = ½ K γ′ H²
Sw = ½ γw Hw²
Le risultanti sono riferite all'unità di lunghezza della parete. La seconda relazione vale per una distribuzione idrostatica triangolare su un lato, senza compensazione dall'altro lato. La spinta netta richiede il confronto delle pressioni sui due lati.
• γ′ rappresenta il peso di volume efficace nella situazione satura semplificata; i tratti sopra falda e gli strati differenti richiedono trattamenti coerenti.
• Non assumere automaticamente K = Ka: una parete puntellata può non sviluppare gli spostamenti necessari a mobilitare la spinta attiva.
• Falda variabile, filtrazione, sovraccarichi, rigidezza della parete, sequenza di scavo e precarico modificano il problema.
• Queste formule non determinano le forze nei singoli puntoni e non sostituiscono l'analisi geotecnica e strutturale.
Il riferimento per le fasi costruttive e le azioni sulle opere di sostegno è il capitolo 6 delle NTC 2018.
F. Energia accumulata nel precarico
Per un'asta prismatica ideale in campo elastico, il modulo dell'accorciamento assiale è:
δ = NL / EA
La corrispondente energia elastica è:
U = N²L / 2EA
Il sistema reale può immagazzinare energia anche nel circuito idraulico, negli appoggi e nella parete. Perdita di contatto, rottura di un raccordo o scorrimento di una piastra possono produrre scarichi improvvisi. Direzione, velocità ed entità delle proiezioni non sono determinabili senza dati specifici.
G. Barriere fallite nello scenario
| Barriera | Fallimento ipotizzato | Effetto | Ripristino necessario |
|---|---|---|---|
| Accesso protetto |
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| Stabilità della fase |
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| Protezione contro le cadute |
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| Gestione delle condizioni |
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| Vigilanza e autorizzazione |
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H. Lezione operativa
La stabilità del componente e la sicurezza dell'accesso devono essere disponibili prima che il montatore raggiunga il punto di intervento. Il precarico non rende un puntone una passerella e non sostituisce i ritegni necessari durante il montaggio.
5. Decisioni secondo le condizioni
| Condizione | Azione | Evidenza | Per proseguire |
|---|---|---|---|
| Pioggia o infiltrazione nuova | Fermare lo scavo interessato; valutare drenaggio e risposta dei sostegni. | Osservazioni sull'acqua, movimenti e decisione tecnica. | Acqua e sostegni in condizioni accettate. |
| Sgancio irraggiungibile | Non sganciare; rivedere accesso protetto e sollevamento. | Verifica della portata d'accesso, appoggi e istruzioni alla squadra. | Accesso protetto e appoggio stabile verificati. |
| Precarico anomalo | Mantenere interdizione; ottenere risposta tecnica senza scarico incontrollato. | Registro forza/spostamento, attrezzatura e trasferimento rivisto. | Causa risolta; ritenuta del carico accettata. |
| Scavo della fase seguente | Chiudere difetti e verificare monitoraggio prima di avanzare. | Accettazione eseguito, piano di fase e letture attuali. | Sostegni necessari accettati; monitoraggio attivo. |
A. Stabilità dello scavo e del sistema
Definire per ogni fase la quota massima raggiungibile e gli elementi che devono essere attivi prima di proseguire.
• Verificare appoggi, mensole, correnti, puntoni e collegamenti come parti di un unico percorso dei carichi.
• Considerare gru, depositi, traffico, vibrazioni e opere vicine nelle condizioni al contorno.
• Non modificare pompaggio, drenaggi, vincoli o sequenza senza riesame degli effetti.
• Sospendere la fase in caso di nuove fessure, deformazioni anomale, perdita di terreno, ingressi d'acqua o superamento delle soglie.
B. Imbracatura e movimentazione
La doppia strozzatura non è una configurazione universalmente obbligatoria o adatta. La presa dipende dal profilo, dal baricentro, dagli spigoli, dall'accessorio e dalle istruzioni del fabbricante.
• Verificare la portata nella configurazione effettiva, gli angoli e la protezione contro taglio e scorrimento.
• Prevedere il capomanovra quando il gruista non può osservare l'intera traiettoria, come indicato nell'Allegato VI, punto 3.2.3.
• Distinguere il capomanovra del sollevamento dall'eventuale addetto alla gestione del traffico.
• Escludere persone dalla zona di caduta, oscillazione e schiacciamento del carico.
• Non affidare alla gru la funzione permanente di puntellazione e non lasciare il carico in condizioni di sospensione non gestite.
Riferimento: Allegato VI del D.Lgs. 81/2008.
C. Lavori in quota
Dare priorità alle protezioni collettive e scegliere postazioni ergonomicamente adatte. La PLE è una possibile soluzione, da verificare per portata, raggiungibilità, appoggi, ingombri e rischio di schiacciamento.
• Non utilizzare le ali dei profili come camminamenti non protetti.
• Non assumere lo sbarco in quota dalla PLE come modalità ordinaria: richiede compatibilità con la macchina, indicazioni del fabbricante e una procedura specifica.
• Un'imbracatura, da sola, non costituisce un sistema anticaduta completo. Verificare ancoraggi, connessioni, spazio libero, effetto pendolo e soccorso.
• Non ancorarsi a un elemento in montaggio senza verificarne la capacità per le azioni previste.
• Distinguere reti anticaduta, sistemi contro la caduta di oggetti e teli antipolvere.
Riferimenti: articolo 111, chiarimento istituzionale sullo sbarco da PLE.
D. Collegamenti e controventi
Numero e classe dei bulloni, metodo di serraggio, saldature, piastre e irrigidimenti devono corrispondere agli elaborati applicabili.
• Non utilizzare bulloni, perni o saldature provvisorie non previsti come sostituti del collegamento resistente.
• Non modificare fori, sezioni o piastre con tagli e saldature non autorizzati.
• Non imporre una coppia di serraggio unica a tutti i giunti: metodo, lubrificazione e assiemi devono essere compatibili con la specifica.
• Un segno di vernice può aiutare il controllo visivo di posizione, ma non prova il corretto precarico del bullone.
• Collegare gli incroci soltanto dove previsto; introdurre un vincolo aggiuntivo può cambiare la distribuzione delle azioni.
E. Precarico e circuito idraulico
Il valore da applicare è quello previsto per la specifica fase strutturale, non la massima capacità del martinetto.
• Confermare che cilindro, centralina, tubi, raccordi, appoggi e dispositivi di trattenuta siano compatibili.
• Utilizzare strumenti con controlli e taratura appropriati e una correlazione pressione–forza pertinente alla configurazione.
• Non considerare la sola relazione nominale F = pA una certificazione della forza trasferita al puntone.
• Monitorare corsa, contatti, allineamento e risposta del sistema oltre alla pressione.
• Delimitare le possibili traiettorie di espulsione, le zone laterali di instabilità e l'esposizione ai tubi; non limitare l'interdizione al solo asse.
• Non cercare perdite con le mani, intervenire su raccordi in pressione o introdurre spessori durante il caricamento.
• Non improvvisare prove idrauliche, valvole aggiuntive o scarichi di emergenza: applicare la procedura del sistema effettivo.
F. Saldatura, atmosfera e incendio
I fumi non possono essere descritti genericamente come “pesanti e depositati sul fondo”: distribuzione e accumulo dipendono da processo, temperatura, ventilazione e geometria.
• Valutare metalli, rivestimenti, materiali d'apporto e gas utilizzati.
• Captare i contaminanti vicino alla sorgente e assicurare ricambio d'aria senza trasferire l'esposizione ad altri lavoratori.
• Una FFP3 protegge dalle particelle entro le sue condizioni d'impiego; non protegge dai gas e non fornisce ossigeno.
• Se l'atmosfera è ignota o sospetta, sospendere l'accesso fino alla valutazione e all'attuazione delle misure specifiche.
• Proteggere materiali combustibili, cavità e livelli inferiori; definire mezzi estinguenti, sorveglianza durante il lavoro e controllo successivo.
• Non autorizzare lavori a caldo in presenza di condizioni vietate dalla valutazione del rischio di incendio o esplosione.
Uno scavo aperto non è automaticamente un ambiente confinato, ma l'apertura superiore non esclude atmosfere pericolose. Verificare l'articolo 121 e il D.P.R. 177/2011, applicabile alle fattispecie individuate dal suo articolo 1.
Riferimenti: INAIL, captazione e ventilazione, D.P.R. 177/2011.
G. Condizioni meteorologiche e limiti
Utilizzare i limiti del modello di gru o PLE, le condizioni del progetto e la valutazione del sito. Non esiste in questa guida una velocità del vento, una distanza di esclusione o una soglia di spostamento valida per ogni cantiere.
• Distinguere condizioni di sollevamento, posa, lavoro in quota e configurazione fuori servizio.
• Considerare raffiche, superficie esposta del carico, fulmini, visibilità, pioggia, ghiaccio e aderenza.
• Fra limiti riferiti alla stessa grandezza e alla stessa condizione applicare quello più restrittivo.
• Se i requisiti sono incompatibili o non confrontabili, sospendere la fase e risolvere il conflitto tecnico.
• Un permesso non consente di superare i limiti del fabbricante.
6. Ruoli e responsabilità
A. Datore di lavoro e organizzazione dell'impresa
Il datore di lavoro assicura valutazione dei rischi, POS, risorse, attrezzature idonee, formazione e organizzazione delle emergenze. Individua chi può autorizzare le fasi operative nei limiti delle rispettive competenze.
B. Progettista delle opere provvisionali
Il professionista incaricato definisce schema resistente, sequenza, vincoli, collegamenti, eventuale precarico, tolleranze e criteri di monitoraggio. Valuta le modifiche strutturali e le anomalie che incidono sulle ipotesi di progetto.
C. Direzione lavori e responsabilità esecutive
La direzione lavori, ove prevista e per le competenze attribuite, svolge i controlli di propria spettanza. L'impresa organizza l'esecuzione e la gestione delle non conformità. Un visto operativo non sostituisce una verifica strutturale.
D. CSP, CSE e impresa affidataria
CSP e CSE esercitano le funzioni previste dalla legge quando richiesti. Il CSE gestisce gli aspetti di coordinamento di propria competenza; l'impresa affidataria svolge i compiti applicabili dell'articolo 97. Queste figure non sostituiscono la vigilanza operativa del preposto.
E. Preposto e squadra
Il montaggio è eseguito sotto la diretta sorveglianza del preposto. La squadra applica le istruzioni, segnala anomalie e non supera un Hold Point aperto.
• Gruista e operatore PLE: requisiti formativi e abilitazioni pertinenti all'attrezzatura, oltre all'addestramento necessario.
• Imbracatore e segnalatore: formazione, addestramento e incarico coerenti con le operazioni; non si presume una licenza nazionale universale denominata “rigger”.
• Saldatori e addetti ai controlli: qualifiche richieste da processo, progetto e specifiche applicabili.
• Addetti all'emergenza: preparazione e mezzi adeguati al recupero nello scavo e dalle postazioni in quota.
F. RSPP e medico competente
L'RSPP supporta la prevenzione secondo il proprio ruolo; non approva automaticamente i calcoli strutturali. Il medico competente valuta l'idoneità alla mansione quando prevista dalla sorveglianza sanitaria. Tale giudizio non equivale a un'abilitazione all'uso delle attrezzature.
Conduzione e consegna
| Fase | Misure di controllo | Verifica in cantiere |
|---|---|---|
| Responsabile del piano | 1. Verificare autorità assegnata2. Verificare progetto per fasi3. Definire soglie di controllo | 1. Revisione del progetto2. Registro terreno e acqua3. Verifica dei sottoservizi |
| Squadra e attrezzature | 1. Registrare prove attrezzature2. Verificare sollevamento reale3. Interdire zona di manovra | 1. Massa e imbracatura2. Portanza degli appoggi3. Accesso e soccorso |
| Autorizzazione fase | 1. Trattenere autorizzazione fase2. Montare vincoli previsti3. Verificare elemento e appoggi | 1. Identità del puntone2. Controllo dei vincoli3. Accesso protetto |
| Controllo energia | 1. Registrare controllo energia2. Seguire procedura progettata3. Verificare carico trattenuto | 1. Martinetto e manometro2. Registro del precarico3. Accettazione del bloccaggio |
| Chiusura ispezione | 1. Chiudere difetti di ispezione2. Chiudere difetti della fase3. Registrare accettazione | 1. Stato realizzato2. Passerella e protezioni3. Base dei carichi aggiunti |
| Consegna del turno | 1. Trasmettere limiti e pendenti2. Autorizzare fase successiva3. Prevedere soccorso protetto | 1. Fase e limiti consegnati2. Stato del monitoraggio3. Registro delle modifiche |
7. Punti di arresto e registrazioni
A. Significato del permesso
In questa guida il permesso di lavoro coordina un'attività definita, in un luogo e in un intervallo temporale identificati. Non esiste un unico modulo nazionale denominato “PTW ad alto rischio” che sostituisca gli obblighi del cantiere.
Il permesso non è però sempre soltanto una scelta interna: per esempio, nell'ambito della protezione contro le esplosioni, l'Allegato L, parte A, punto 1.2, prevede autorizzazioni al lavoro ove stabilito dal relativo documento di protezione.
Riferimento: Allegato L del D.Lgs. 81/2008.
B. Contenuti del permesso di fase
Registrare area, attività, componenti interessati, documenti e revisioni, personale, interferenze, validità, condizioni meteo, eventuali misure atmosferiche, emergenza e firme dei soggetti autorizzati.
I seguenti Hold Point sono proposti come struttura organizzativa da integrare nel progetto e nelle procedure. Non costituiscono un elenco legislativo universale.
| Hold Point | Momento di arresto | Evidenze per il rilascio | Responsabilità da assegnare |
|---|---|---|---|
| HP1 | Prima dell'avvio |
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| HP2 | Prima del sollevamento |
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| HP3 | Prima dello sgancio |
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| HP4 | Prima dei lavori a caldo |
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| HP5 | Prima del precarico |
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| HP6 | Prima dello scarico o della rimozione del martinetto |
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| HP7 | Prima dell'uso e dell'ulteriore scavo |
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| HP8 | Dopo un'anomalia o una modifica |
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C. Sospensione e rinnovo
Sospendere il permesso interessato in caso di perdita delle condizioni autorizzate: variazione della sequenza, cambio di configurazione, allarme strumentale, cedimento, perdita idraulica, interruzione delle comunicazioni o condizioni ambientali incompatibili.
La ripresa richiede verifica delle condizioni e autorizzazione dei soggetti competenti. Una firma precedente non copre automaticamente una configurazione diversa.
Esempi di registrazione
Scenari e registrazioni di esempio sono ipotetici e didattici. Non rappresentano incidenti, misure, firme o autorizzazioni reali.
Le caselle indicano dati da registrare, non un'autorizzazione. Aggiungere persona, data, evidenze, questioni aperte e decisione effettiva.
| Tipo | Registrazione insufficiente | Elementi da registrare |
|---|---|---|
| Piano e terreno | “OK” | □ Revisione del progetto□ Registro terreno e acqua□ Verifica dei sottoservizi□ Stato iniziale e soglie |
| Posare puntoni | “OK” | □ Identità del puntone□ Controllo dei vincoli□ Accesso protetto□ Trasferimento autorizzato |
| Precarico e bloccaggio | “OK” | □ Martinetto e manometro□ Registro del precarico□ Accettazione del bloccaggio□ Perdite e pressione |
| Consegna e monitoraggio | “OK” | □ Fase e limiti consegnati□ Stato del monitoraggio□ Registro delle modifiche□ Preparazione di emergenza |
8. Lista di controllo ed emergenza
A. Modalità di registrazione
Per ogni voce registrare Sì, No oppure Non applicabile con motivazione, evidenza, responsabile e data. Un “No” relativo a una condizione critica impedisce l'avvio della fase.
Documenti e terreno
• Progetto, sequenza e revisioni disponibili alla squadra.
• Condizioni dello scavo coerenti con le ipotesi e assenza di segnali di instabilità non valutati.
• Falda, drenaggi, sottoservizi e carichi al ciglio verificati.
• Limite della fase di scavo chiaramente identificato.
Persone, accessi ed emergenza
• Preposto presente e ruoli comunicati.
• Formazione, abilitazioni pertinenti, addestramento e incarichi verificati.
• Postazioni protette disponibili prima della posa.
• Recupero dall'alto e dallo scavo attuabile con persone e mezzi disponibili.
Sollevamento
• Massa, baricentro e punti di presa confermati.
• Gru, appoggi, accessori e controlli documentati.
• Traiettoria e zona di esclusione libere.
• Segnali, comunicazioni e limiti ambientali condivisi.
Struttura e collegamenti
• Profili, piastre e bulloneria identificati e senza difetti inaccettabili.
• Appoggi, vincoli temporanei e controventi conformi al disegno.
• Perni di centraggio non utilizzati come collegamenti resistenti senza previsione progettuale.
• Criteri di sgancio, serraggio e controllo delle saldature disponibili.
Precarico, quando previsto
• Valori, incrementi, soste e soglie definiti.
• Idoneità dei martinetti e dell'intero circuito verificata.
• Strumenti e dati pressione–forza disponibili.
• Sistema di mantenimento o trasferimento del carico predisposto.
• Posizione dei comandi e zona di esclusione adeguate.
Ambiente e chiusura della fase
• Atmosfera e necessità di misurazioni valutate.
• Fumi, incendio, energia elettrica e radiazioni ottiche gestiti.
• Condizioni meteo compatibili con lavoro e attrezzature.
• Hold Point pertinente chiuso e autorizzazione registrata.
9. Fonti e limiti della revisione
Aggiornamento del 12 ottobre 2026: le voci seguenti identificano le fonti ufficiali ricontrollate e il relativo ambito. Note e date precedenti restano come cronologia; non attestano una nuova verifica integrale di ogni disposizione. Non sono stati verificati testi completi di norme a pagamento, manuali delle macchine reali, calcoli e autorizzazioni del cantiere. Prima dell’uso farne verificare validità e applicabilità da persona competente.
| Fonte | Ambito e limiti |
|---|---|
| INAIL — Riduzione del rischio nelle attività di scavo | Guida istituzionale del 2017: utile per i meccanismi di instabilità e i sistemi di protezione. I riferimenti storici alle NTC non attestano l’edizione oggi applicabile. Non è stata verificata integralmente la legislazione consolidata né una norma tecnica a pagamento. |
| D.Lgs. 81/2008 — articolo 119 (portale istituzionale) | Consultato il testo dell’articolo 119 indicato in vigore dal 20 agosto 2009: sostegni progressivi per pozzi e trincee nelle condizioni del comma 1 e precauzioni per fondazioni vicine. Il limite di 1,50 m non dimostra sicurezza automatica sotto tale profondità. La verifica riguarda questo articolo, non tutte le modifiche del decreto o il progetto reale. |
A. Legislazione e documenti istituzionali
Le fonti seguenti servono a individuare le disposizioni pertinenti; i testi originari della Gazzetta Ufficiale devono essere letti insieme alle modifiche successive.
• D.Lgs. 81/2008 — Gazzetta Ufficiale: testo legislativo di base; articoli e allegati richiamati nelle sezioni precedenti.
• D.Lgs. 81/2008 — Normattiva: consultazione della versione temporalmente applicabile. La data dell'ultimo aggiornamento dell'atto non equivale alla data di efficacia di ogni disposizione.
• INL — raccolta del Testo unico: raccolta di supporto; l'edizione indicata nella pagina non sostituisce il controllo degli atti successivi.
• Legge 11 marzo 2026, n. 34: l'articolo 10 modifica anche l'articolo 37 del D.Lgs. 81/2008.
• D.M. 17 gennaio 2018 — NTC: pubblicazione il 20 febbraio 2018; entrata in vigore il 22 marzo 2018, ferme le disposizioni transitorie applicabili.
• D.M. 9 marzo 2023: pubblicazione il 22 marzo 2023 ed entrata in vigore il giorno successivo. Le modifiche all'ambito e alle disposizioni transitorie non sono un'esenzione generale per i sostegni provvisionali.
• D.P.R. 177/2011: qualificazione e procedure per le attività rientranti negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati; in vigore dal 23 novembre 2011.
• Accordo Stato-Regioni 59/CSR del 17 aprile 2025 — allegato ufficiale: percorsi formativi, riconoscimenti e disposizioni transitorie.
• FAQ del Ministero del Lavoro del 27 marzo 2026: chiarimenti applicativi, da distinguere dal testo dell'Accordo.
• INAIL — Sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto, edizione 2018: supporto tecnico alla scelta e all'impiego; i riferimenti normativi storici riportati nel quaderno devono essere aggiornati per il progetto.
B. Pubblicazione, efficacia e transizione della formazione
L'Accordo 59/CSR è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2025; la parte VII collega l'entrata in vigore alla pubblicazione in Gazzetta. Le FAQ ministeriali del 27 marzo 2026, quesiti 10 e 45, indicano invece il 19 maggio 2025, data di pubblicazione sul sito ministeriale, e il 19 maggio 2026 per l'avvio dei corsi secondo le nuove regole.
Alla data di verifica di questa guida, entrambe le date di conclusione del periodo iniziale di dodici mesi sono trascorse. Verificare comunque i riconoscimenti della formazione pregressa e le diverse scadenze previste per ciascun percorso; non estendere una singola scadenza a tutte le figure.
C. Cataloghi ufficiali delle norme tecniche
Stato e ambito sono quelli riportati nelle schede consultate, senza attestazione di lettura integrale delle norme.
• UNI EN 13374:2025: sistemi temporanei di protezione dei bordi; scheda con data di entrata in vigore 30 ottobre 2025.
• EC 1-2025 UNI EN 13374:2025: errata corrige del 18 dicembre 2025.
• UNI EN 1492-1:2009: brache piatte tessili; indicata in vigore.
• UNI EN 1494:2009: martinetti mobili e apparecchi di sollevamento associati; indicata in vigore, con applicabilità da verificare per il sistema di precarico.
• ISO 4878:1981: norma ritirata; esclusa dai riferimenti correnti della procedura.
D. Priorità e compatibilità
Rispettare gli obblighi legislativi applicabili e le prescrizioni delle autorità competenti. Attuare il progetto, le istruzioni del fabbricante e i piani di sicurezza in modo reciprocamente compatibile.
• Le linee guida istituzionali supportano le scelte senza sostituire la legge o i calcoli.
• Le norme volontarie possono diventare vincolanti mediante specifici richiami; verificarli caso per caso.
• In presenza di requisiti confrontabili adottare la condizione più restrittiva.
• Un contrasto tra progetto e manuale deve essere risolto prima del lavoro, non mediante una scelta arbitraria dell'operatore.
• Non dedurre la validità di un documento dal solo nome del file o dalla data di aggiornamento della pagina web.
10. Uso dei PDF e domande frequenti
PDF A: controlli di base; B: cedimenti tecnici; C: conduzione e consegna. Il testo ha otto fasi con quattro punti nelle celle principali; ciascun PDF sei fasi, nove colonne e tre punti. P/S/R/A, misure e firme restano vuoti per la valutazione reale.
I tre fogli PDF sono estratti complementari, non una sequenza completa di lavoro. Restano applicabili le otto fasi del testo e la procedura di cantiere. HP-0 a HP-4 sono etichette del modulo: collegarle a evento, evidenza e responsabile, non al solo numero uguale in un altro documento. Una fase assente dal PDF non consente di ometterne le misure.
A. Dati proposti
I seguenti campi descrivono una proposta di organizzazione dei dati. Non attestano che la piattaforma disponga già di tutte le funzioni indicate.
• Paese e lingua: Italia, it-IT.
• Cantiere, area, quota di lavoro e identificazione della fase.
• Revisione di progetto, POS, PSC quando previsto e procedure collegate.
• Identificativi di mensole, correnti, puntoni, giunti e controventi.
• Dati della gru, accessori, punti di presa e limiti d'impiego.
• Postazioni, protezioni collettive, eventuale sistema anticaduta e recupero.
• Sistema idraulico, strumenti, precarico previsto e registrazioni della fase.
• Monitoraggio, soglie, anomalie e azioni correttive.
• Responsabili, competenze, incarichi, verifiche e firme.
• P, S, R e A compilati soltanto dopo la valutazione locale.
B. Collegamento delle fasi
Mantenere la corrispondenza con le undici fasi della tabella JSA. Le attività a caldo e i controlli dei giunti possono ricorrere in più punti: collegarli ai componenti e ai permessi effettivamente interessati.
C. Regole di blocco proposte
Se implementate e validate, le regole potrebbero impedire la chiusura documentale della fase quando:
• Manca un documento indispensabile o non è identificata la revisione applicabile.
• Il Hold Point pertinente è aperto.
• Un limite non ha una fonte verificabile.
• Una non conformità critica non è risolta.
• È registrato il superamento di una soglia o la perdita di una condizione autorizzata.
• Non sono disponibili evidenze delle verifiche richieste.
Un blocco informatico non costituisce un dispositivo fisico di sicurezza. La sua assenza o il suo mancato intervento non autorizza la prosecuzione.
D. Tracciabilità
Distinguere contenuti generati automaticamente, dati inseriti dall'utente, evidenze documentali e approvazioni effettive. Non attribuire una firma, una verifica o una certificazione a una persona senza un record verificabile.
La JSA per il montaggio dei sostegni di scavo sostituisce il POS?
No. La JSA analizza le singole fasi operative e può integrare le procedure del POS. Non sostituisce il POS, il PSC quando previsto, il progetto delle opere provvisionali o le verifiche delle attrezzature.
È obbligatorio utilizzare una PLE per ogni collegamento dei puntoni?
Non esiste un obbligo generale di utilizzare esclusivamente una PLE. Il sistema di lavoro e di accesso deve essere scelto in base alla valutazione dei rischi, privilegiando le protezioni collettive. I profili non predisposti come percorsi protetti non devono essere utilizzati come passerelle.
Come si determina il precarico dei puntoni metallici?
Il precarico, quando previsto, deve essere definito dal progetto e applicato secondo una procedura compatibile con il sistema idraulico utilizzato. La lettura della pressione deve essere correlata alla forza mediante dati pertinenti al martinetto e non dimostra, da sola, la stabilità del sistema.
Uno scavo profondo è sempre un ambiente confinato?
La sola profondità non determina automaticamente la classificazione. Occorre valutare geometria, accessi, ventilazione e possibili atmosfere pericolose, verificando l'applicabilità dell'articolo 121 del D.Lgs. 81/2008 e del D.P.R. 177/2011.
Un permesso di lavoro può autorizzare il superamento dei limiti tecnici?
No. Il permesso coordina le condizioni operative e le autorizzazioni previste per il lavoro. Non consente di superare i limiti del fabbricante, modificare il progetto senza verifica o procedere con un Hold Point non risolto.
Un professionista ha verificato e approvato questo documento?
No. Sono stati riesaminati con IA fonti pubbliche, testo, coerenza e impaginazione. Non sono attestati sopralluoghi o approvazioni tecniche professionali. Serve una revisione specialistica prima dell’uso.
11. Cronologia e redazione
A. Origine del documento
Questo contenuto è una bozza tecnica generata mediante il flusso automatizzato di contenuti ingegneristici Smart JSA Bridge. È destinato alla preparazione di materiale informativo e di supporto alla valutazione delle lavorazioni.
B. Assenza di approvazione professionale implicita
In assenza di firme o registrazioni verificabili, il documento non deve essere presentato come redatto, revisionato o approvato da un ingegnere incaricato, un professionista della sicurezza, il fabbricante o un'autorità pubblica. Per questa versione non sono stati forniti tali riscontri.
C. Limiti dell'analisi
Il sistema non ha ispezionato fisicamente attrezzature, strutture, terreno, cantiere o condizioni operative. Non ha verificato i calcoli della carpenteria descritta né i manuali di specifici modelli.
• I dati dimensionali della simulazione non sono valori di progetto.
• I controlli proposti devono essere adattati ai rischi effettivi.
• Le funzioni di integrazione e blocco indicate nella sezione 10 sono proposte, salvo distinta verifica della loro implementazione.
D. Documenti non sostituiti
Questa bozza non sostituisce consulenza legale, manuali del fabbricante, relazioni di calcolo, verbali di verifica o collaudo, attestazioni formative, qualifiche, valutazione dei rischi, POS, PSC o autorizzazioni al lavoro.
E. Condizioni prima dell'impiego
Prima dell'utilizzo operativo, i soggetti con qualifiche, competenze e poteri adeguati al cantiere italiano devono verificare applicabilità, completezza, dati tecnici e condizioni reali, approvando i documenti di propria competenza.
La consultazione delle fonti non certifica la conformità del cantiere né esclude disposizioni territoriali o prescrizioni specifiche dell'opera.
F. Registro della revisione professionale effettiva
Le revisioni realmente eseguite devono essere registrate separatamente con:
• Nome del revisore e organizzazione di appartenenza.
• Qualifiche, eventuale iscrizione professionale pertinente e incarico formale.
• Ambito della revisione.
• Attrezzature e documenti esaminati, con identificativi e revisioni.
• Data e firma.
• Limiti ed esclusioni.
• Modifiche richieste.
• Condizioni di validità dell'approvazione.
Data di verifica delle fonti legislative e tecniche: 19 settembre 2026. Prima dell'uso verificare nuovamente aggiornamenti, decorrenze, disposizioni transitorie, norme applicabili e revisioni dei documenti di cantiere.
2026-10-12 · v2026.10.12
Revisione: otto fasi JSA con quattro punti per cella principale, condizioni brevi di ripresa e sedici voci di registrazione. Tre PDF di sei fasi distinguono lavoro, guasti tecnici e supervisione; le valutazioni reali restano vuote. Conservati spiegazioni valide, fonti e cronologia precedenti. La revisione editoriale non è verifica tecnica professionale.
Contenuto di riferimento redatto e revisionato con IA. Non è un documento verificato o approvato da un professionista. Prima di applicarlo occorrono la revisione di uno specialista e le autorizzazioni del cantiere.